Chirurgia mininvasiva

Il dott. Andrea Speziali adotta procedure mediche moderne, in linea con l’idea di offrire al paziente un’esperienza di cura e trattamento il più possibile serena, anche in caso di operazione chirurgica.
Tra le tecniche innovative è inclusa la chirurgia mininvasiva, che permette al paziente di avere un recupero post-operatorio molto più semplice.

In cosa consiste la chirurgia mininvasiva

La chirurgia mininvasiva consiste in un insieme di tecniche che permette di intervenire sulle problematiche del paziente attraverso incisioni ridotte e una tecnologia medica di prim’ordine, dotata di telecamere molto piccole ad alta definizione.

L’insieme di questi fattori riscontra numerosi vantaggi, oltre che un miglior risultato estetico infatti, si conserva il patrimonio osseo e non si intaccano muscoli, tendini o nervi. Rispetto alle operazioni di chirurgia tradizionale, o “a cielo aperto”, il percorso di riabilitazione è più rapido poiché l’approccio mininvasivo riduce il trauma operatorio, assicura una minore probabilità di complicazioni e comporta cicatrici molto contenute. Il paziente in questo modo vive con più tranquillità ogni aspetto dell’intervento.

Quando fare ricorso a tecniche chirurgiche mininvasive

È possibile applicare questo metodo chirurgico in tutte le specialità mediche, a seconda delle patologie in questione. Di seguito alcuni esempi frequenti in ortopedia:

Chirurgia mininvasiva per la protesi dell’anca la tecnica ASI

La differenza tra la tecnica tradizionale e l’approccio di chirurgia mininvasiva può consistere anche nel punto di accesso scelto per l’intervento.
La tecnica ASI per la protesi dell’anca suggerisce di accedere dalla parte anteriore della gamba, di qui l’acronimo: “Anterior supine intermuscolar”.

Il chirurgo in questo modo opera immediatamente sull’articolazione senza incidere i tendini, come invece accade per la tecnica tradizionale con accesso dalla coscia. Il paziente dopo l’intervento riporta una cicatrice di pochi centimetri e nella maggior parte dei casi può camminare già a 24 ore di distanza dall’intervento.

Protesi all’anca con tecnica bikini: chirurgia mininvasiva

Sempre nell’alveo della chirurgia mininvasiva, la tecnica bikini rappresenta un’evoluzione dell’approccio anteriore. Il nome deriva dalla posizione dell’incisione, effettuata seguendo la naturale piega cutanea dell’inguine, permettendo di mimetizzare l’esito cicatriziale rendendolo, in molti casi, pressoché impercettibile.

Oltre al significativo vantaggio estetico, questa tecnica mantiene intatti tutti i benefici funzionali della procedura mininvasiva, tra cui:

Trattandosi di una procedura che richiede una valutazione accurata, l’idoneità del paziente viene stabilita in seguito a un approfondito esame clinico.

Trattamenti di chirurgia mininvasiva

Durante la visita ortopedica, se le condizioni del paziente lo consentono, il chirurgo specialista può scegliere di intervenire con trattamenti di chirurgia mininvasiva.
L’obiettivo di preservare il tessuto muscolare e osseo è primario non solo per le operazioni di protesi totale dell’anca, ma anche nella scelta di impianti di protesi monocompartimentali per il ginocchio.

Grazie a questo approccio il dott. Andrea Speziali può evitare di operare l’intera articolazione, può optare per un impianto parziale che sostituisce solo una componente dell’articolazione; se invece il trattamento deve coinvolgere due componenti del ginocchio si parla di protesi bicompartimentali.
Con il passare del tempo potrebbe essere necessario effettuare una revisione della protesi, anche in questo caso il chirurgo è avvantaggiato dalla tecnica mininvasiva perché può operare utilizzando lo stesso punto d’accesso del primo intervento.

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